Salesiani Cooperatori

"I Salesiani Cooperatori vivono la loro fede nella propria realtà secolare. Ispirandosi al progetto apostolico di don Bosco sentono viva la comunione con gli altri membri della Famiglia salesiana. 
S’impegnano nella stessa missione giovanile e popolare, in forma fraterna e associata. Operano per il bene della Chiesa e della società, in modo adatto alla loro condizione e alle proprie concrete possibilità". (Art. 3 dello Statuto)

Il Gruppo dei Salesiani Cooperatori di Udine è parte fondamentale della nostra Opera, e si fonda su un Carisma particolare, quello di don Bosco.

1 - Il Carisma è un dono comunicato dallo Spirito Santo per il bene della comunità ecclesiale. In senso largo lo possiamo intendere come la Grazia data ad ogni cristiano, nel battesimo, e che promuove il bene della Chiesa. 
É comunque un «dono», e ciò rimanda col pensiero a: 
- l’amore di chi fa il dono: Dio 
- l’impegno di “accoglienza” di tale dono come corrispondenza alla volontà di Dio.

L’accoglienza è sempre un atto di fiducia in chi si rapporta a noi.

2 - A don Bosco Dio ha donato il “Carisma educativo” 
Amore ai giovani e attenzione ai ceti popolari. 
Questo amore ed impegno per i giovani e la loro crescita cristiana (per don Bosco la educazione non è ‘neutra’!) non è spiegabile senza un preciso riferimento a Gesù. 
É nella sequela di Cristo che si trova la origine di questo dono e la sua vitalità.

3 - Il «Sistema Preventivo» ne è il primo elemento costitutivo. Vissuto a Valdocco da don Bosco, dai laici che con lui collaboravano, in primo luogo mamma Margherita, diventò “stile di Vita” e poi vera “Spiritualità” che accomuna educatori e giovani nel cammino verso la santità, meta ultima del suo intervento educativo.

4 - Questo carisma, proprio perché educativo, si pone sul versante della cultura e quindi crea una singolare consonanza con i compiti propri dei laici. Esso è suscitato da Dio nella Chiesa per il mondo. Per questo motivo la “missione salesiana” va oltre la comunità salesiana e le opere salesiane, anche se la comunità e le opere salesiane sono indispensabili come ‘supporto’ a questo carisma.

5 - Il Carisma si deve incarnare nell’ambiente, nel tempo e nella cultura perché possa esplicare tutta la sua potenzialità

6 - Don Bosco ha vissuto questo ‘carisma’ coinvolgendo le persone più svariate, cercando un’ampia unione di forze apostoliche nella unità articolata di una Famiglia, la famiglia salesiana, appunto (S.D.B, F.M.A., Cooperatori, Amici)

7 – I Salesiani Cooperatori quindi sono chiamati ad assumere la “mentalità” di don Bosco, sentendosi partecipi di questo suo “carisma”, sì che la loro crescita umana e cristiana sia segnata e non possa avvenire al di fuori dell’impegno per gli altri, specialmente per i giovani. 
Questo richiede una «convergenza spirituale», consapevolezza, cioè, di aver ricevuto un “dono”, e di doversi impegnare a condividerlo. 
Invitati da don Bosco a passare dalla semplice “collaborazione” ad una vera “Cooperazione” che implica una profonda condivisione di finalità, di metodo e di progetto.

Il delegato dei cooperatori all'interno dell'opera "Bearzi" è don Paolo Mojoli.